
L'assiuolo
di Giovanni Pascoli
L'assiuolo di Giovanni Pascoli fa parte della raccolta Myricae, e compare nella sezione In campagna. La poesia si svolge infatti in una campagna addormentata, notturna, in cui il poeta fatica a scorgere la luna. Dal buio gli arriva alle orecchie un pianto triste e lontano, il verso dell'assiuolo, un uccello notturno, che, lugubre, ispira al poeta pensieri legati alla morte. Pascoli si interroga quindi sul mistero che incombe sul nostro universo e sul destino dell'uomo, votato alla morte senza rimedio. La figura retorica più caratterizzante di questo componimento è l'onomatopea, utilizzata dal poeta per rendere il verso dell'assiuolo, chiù, che chiude ogni strofe con un sinistro presagio di sventura. Questo è un tratto caratteristico del fonosimbolismo pascoliano, ovvero della sensibilità del poeta per quegli elementi della natura che combinano al tempo stesso fascino e paura.